Il sistema pensionistico italiano si prepara a una svolta. La Legge di Bilancio 2026 interviene con decisione sul “secondo pilastro” (i fondi pensione), introducendo meccanismi di adesione automatica e incentivi fiscali per spingere i lavoratori a costruirsi una rendita integrativa.

Adesione Automatica: Il Silenzio-Assenso

La novità più rilevante scatta dal 1° luglio 2026. Per i nuovi assunti, l’adesione alla previdenza complementare diventa la scelta di default.

Se il lavoratore neo-assunto non esprime alcuna volontà circa la destinazione del proprio TFR (Trattamento di Fine Rapporto) entro 60 giorni dall’assunzione, scatta il meccanismo del silenzio-assenso: il TFR viene automaticamente conferito al fondo pensione previsto dal contratto collettivo (o al fondo con maggior adesioni in azienda).

Il lavoratore ha comunque sempre il diritto di scegliere esplicitamente di lasciare il TFR in azienda, ma deve farlo attivamente. L’inerzia porta il TFR nel fondo.

Più Deducibilità Fiscale

Per rendere l’investimento previdenziale più attraente, viene innalzata la soglia di deducibilità fiscale dei contributi versati (sia dal lavoratore che dal datore di lavoro).

Il limite storico di 5.164,57 euro (le vecchie 10 milioni di lire) viene aggiornato a 5.300 euro annui a decorrere dal 2026. Questo permette di abbattere ulteriormente l’imponibile IRPEF per chi sceglie di versare contributi volontari al proprio fondo.

Inoltre, per i lavoratori “giovani” (prima occupazione dopo il 2007), viene potenziata la possibilità di recuperare il plafond di deducibilità non utilizzato nei primi 5 anni di carriera, estendendo i benefici fiscali nel tempo.

TFR e Fondo di Tesoreria INPS

Cambiano anche le regole per le aziende sulla gestione della liquidità del TFR.

L’obbligo di versare il TFR maturando al Fondo di Tesoreria INPS (invece che trattenerlo in azienda o versarlo a fondi privati) viene esteso.

– Per il biennio 2026-2027, l’obbligo scatta per le aziende con almeno 60 dipendenti.

– Dal 2028, la soglia scenderà a 50 dipendenti.

– Dal 2032, l’obbligo riguarderà tutte le aziende con più di 40 dipendenti.

Questo significa che sempre più PMI dovranno trasferire mensilmente le quote di TFR all’INPS, perdendo quella forma di auto-finanziamento “improprio” che il TFR in azienda ha sempre rappresentato.