Una delle misure più impattanti della Legge di Bilancio 2026 riguarda la drastica riduzione del carico fiscale sui premi di risultato. Con l’obiettivo di rilanciare la competitività delle imprese italiane e aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori, il governo ha introdotto una tassazione agevolata senza precedenti per il biennio 2026-2027.
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La Nuova Flat Tax all’1%
Fino al 2025, i premi di produttività godevano già di un regime di favore con un’aliquota sostitutiva fissata al 5% (precedentemente 10%). La nuova manovra (L. 199/2025, comma 9) compie un ulteriore passo avanti: per i premi erogati negli anni 2026 e 2027, l’aliquota dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali crolla all’1%.
Si tratta di una misura quasi “tax-free”, che rende il premio di risultato estremamente conveniente rispetto a un aumento di stipendio fisso, soggetto invece alle aliquote marginali IRPEF (che partono dal 23% e arrivano al 43%).
Limiti e Massimali
La norma stabilisce precisi limiti quantitativi per l’applicazione di questa super-agevolazione:
Limite di Importo: L’aliquota dell’1% si applica su premi di importo non superiore a 5.000 euro annui. Se il premio supera questa soglia, l’eccedenza sarà soggetta alla tassazione ordinaria o alle regole previgenti se applicabili.
Limite di Reddito: I beneficiari sono i lavoratori dipendenti del settore privato che, nell’anno precedente a quello di percezione del premio, hanno conseguito un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro.
Condizioni per l’Accesso
È fondamentale ricordare che, per accedere alla detassazione (sia essa al 5% o all’1%), i premi non possono essere erogati “a pioggia”. Devono essere legati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione. Questi obiettivi devono essere:
– Misurabili e verificabili.
– Concordati attraverso accordi collettivi aziendali o territoriali depositati telematicamente presso il Ministero del Lavoro.
Vantaggi per Imprese e Lavoratori
Per il lavoratore, il vantaggio è matematico: su un premio lordo di 2.000 euro, con la tassazione ordinaria (es. 33%) il netto sarebbe circa 1.340 euro. Con la tassa all’1%, il netto sale a 1.980 euro. Una differenza di oltre 600 euro.
Per l’azienda, la misura incentiva la stipula di contratti di secondo livello, permettendo di utilizzare la leva retributiva variabile per orientare i comportamenti dei dipendenti verso gli obiettivi strategici aziendali, senza appesantire il cuneo fiscale.
Welfare Aziendale: L’Alternativa
Resta ferma la possibilità per il lavoratore di convertire il premio di risultato, in tutto o in parte, in servizi di Welfare Aziendale. In questo caso, il beneficio è totale (0% tasse e 0% contributi), ma con l’aliquota scesa all’1%, la differenza di convenienza tra cash e welfare si assottiglia notevolmente, rendendo l’erogazione in busta paga molto più attrattiva rispetto al passato.