Piccola rivoluzione nel welfare quotidiano di milioni di lavoratori: dal 1° gennaio 2026, il valore esentasse dei buoni pasto elettronici aumenta. La Legge di Bilancio (comma 14) modifica le soglie di deducibilità, spingendo ulteriormente verso la digitalizzazione dei benefit aziendali.

Da 8 a 10 Euro: Il Nuovo Limite

Fino al 31 dicembre 2025, i buoni pasto elettronici non concorrevano a formare reddito da lavoro dipendente fino all’importo di 8,00 euro giornalieri. La nuova norma innalza questa soglia a 10,00 euro.

Questo significa che un’azienda potrà erogare ai propri dipendenti un buono pasto del valore facciale di 10 euro senza che questo generi tasse o contributi né per l’azienda né per il lavoratore. Per il dipendente, si tratta di un potere d’acquisto netto per la spesa alimentare o la pausa pranzo interamente preservato.

Il Divario con il Cartaceo

La manovra conferma la volontà del legislatore di disincentivare l’uso dei vecchi carnet cartacei. La soglia di esenzione per i buoni pasto cartacei resta infatti ferma a 4,00 euro.

Il divario è ormai enorme: 10 euro contro 4 euro. Un’azienda che sceglie ancora il cartaceo penalizza di fatto i propri dipendenti (o si accolla costi fiscali maggiori per erogare lo stesso netto). La scelta elettronica è ormai obbligata per efficienza fiscale e praticità.

Restano confermati anche i limiti per le indennità sostitutive di mensa per i lavoratori dei cantieri edili e strutture temporanee (5,29 euro).

Quanto Vale l’Aumento?

Considerando una media di 220 giorni lavorativi annui, l’aumento di 2 euro sulla soglia di esenzione (da 8 a 10 euro) si traduce in una capacità di spesa addizionale detassata di 440 euro all’anno per dipendente.

Se un’azienda decide di adeguare il valore del buono al nuovo massimale, il lavoratore avrà in tasca 2.200 euro all’anno spendibili in supermercati, ristoranti e bar convenzionati, totalmente esenti da prelievo fiscale.

Vantaggi per le Aziende

Per i datori di lavoro, il buono pasto rimane uno strumento di welfare estremamente efficiente:

Deducibilità: Il costo è interamente deducibile ai fini IRES/IRPEF.

IVA: L’IVA è interamente detraibile per le aziende (al 4% o al 10% a seconda dei casi).

Flessibilità: È uno strumento facile da gestire, specialmente nella versione elettronica (app o card), che elimina la gestione logistica dei blocchetti fisici.

L’aggiornamento dei massimali al 2026 rappresenta un adeguamento necessario all’inflazione dei prodotti alimentari e della ristorazione, offrendo alle aziende un modo per sostenere il reddito reale dei collaboratori senza incrementare il costo del lavoro strutturale.