Al fine di incentivare la formazione e l’occupazione giovanile, il legislatore ha previsto la possibilità per i datori di lavoro di assumere giovani lavoratori con il contratto di apprendistato  (art. 41 c.1, D.Lgs. 81/2015).

In particolare, la legge disciplina tre tipologie di apprendistato, ovvero:

  • l’apprendistato professionalizzante;
  • l’apprendistato per l’istruzione secondaria;
  • l’apprendistato di alta formazione e ricerca.

In questo articolo parleremo solo della normativa dell’apprendistato professionalizzante che è la tipologia più facilmente utilizzabile e quindi la più diffusa dai datori di lavoro.

Apprendistato professionalizzante limiti di età

Il contratto di apprendistato professionalizzante può essere utilizzato per l’assunzione di giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni (30 anni non compiuti) e , se in possesso di qualifica professionale, anche a partire dall’età di 17 anni, ed è finalizzato al conseguimento di una qualificazione professionale.

In più, l’art. 47 del D.Lgs. 81/2015 ha previsto la possibilità per i datori di lavoro di assumere con contratto di apprendistato professionalizzante anche i soggetti beneficiari di indennità di mobilità ordinaria o di un trattamento di disoccupazione (NASpi, indennità speciale di disoccupazione edile, DIS-COLL), senza alcun limite di età, ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale.

Durata dell’apprendistato professionalizzante

Il contratto di apprendistato professionalizzante non può avere durata inferiore a 6 mesi (tranne che per i contratti legati ad attività stagionali) e durata superiore a 3 anni, fatta eccezione per le professioni artigiane individuate dai CCNL, per le quali la durata della formazione può arrivare fino a 5 anni.

Al termine del contratto le parti possono recedere liberamente, nel rispetto del preavviso. Se nessuna delle parti esercita questa facoltà il rapporto prosegue come un normale rapporto a tempo indeterminato, fermo restando l’obbligo del datore di lavoro di comunicare ai servizi per l’impiego la prosecuzione del rapporto.

Queste regole non valgono per i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione assunti con contratto di apprendistato, per i quali il recesso deve essere sempre giustificato.

Durante il periodo di apprendistato invece, le parti possono recedere solo in presenza di una giusta causa o di un giustificato motivo.

Obbligo di formazione dell’apprendistato professionalizzante

Il contratto di apprendistato professionalizzante deve essere stipulato in forma scritta ai fini della prova e deve contenere il Piano formativo individuale in cui vanno evidenziate le ore di formazione obbligatoria  e le competenze che l’apprendista dovrà acquisire nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro.

La formazione professionalizzante è integrata dall’offerta formativa pubblica, interna o esterna all’azienda, disciplinata dalle regioni, tenuto conto del titolo di studio e delle competenze dell’apprendista.

Nel contratto deve essere individuata anche la figura del tutor o referente aziendale che seguirà l’apprendista nel suo percorso formativo.

Sottoinquadramento apprendistato professionalizzante

Inoltre, il lavoratore può essere inquadrato fino a 2 livelli inferiori rispetto a quello di destinazione finale, fermo restando che la sua retribuzione subirà degli aumenti nel corso del periodo di formazione in relazione alle competenze acquisite e fino ad arrivare alla retribuzione corrispondente al livello di destinazione finale. Gli aumenti della retribuzione sono determinati dai CCNL applicato dall’azienda.

I limiti numerici delle assunzioni in apprendistato professionalizzante

Per evitare un utilizzo eccessivo di tale tipologia contrattuale, il numero massimo di apprendisti che il datore di lavoro può assumere, varia in base al numero di dipendenti qualificati o specializzati già presenti al momento dell’assunzione:

  • da 0 a 3 dipendenti qualificati, massimo 3 apprendisti;
  • da 3 dipendenti qualificati in su, fino al 100% delle maestranze qualificate per le aziende fino a 9 dipendenti (10 in caso di assunzione con contratto di apprendistato di lavoratori titolari di indennità di mobilità o di trattamenti di disoccupazione);
  • in rapporto 3 a 2 rispetto alle maestranze qualificate, per le