Lo stage o tirocinio formativo e di orientamento può essere definito come una forma di inserimento temporaneo all’interno dell’azienda, non costituente rapporto di lavoro, finalizzato a consentire ai soggetti coinvolti di conoscere la realtà lavorativa attraverso una formazione professionale e un addestramento pratico direttamente sul luogo di lavoro.

Lo stage può essere di due tipi:

  • curriculare, rivolto agli studenti ai fine di realizzare un’esperienza di alternanza tra studio e lavoro fatto all’interno di un percorso formativo (ad esempio laurea, master…) ;
  • extra-curriculare, rivolto a soggetti alla ricerca di un primo impiego o a soggetti disoccupati, al fine di avere una possibilità in più per entrare in una azienda, conoscere il lavoro e infine trovare una occupazione.

In questo articolo parleremo esclusivamente della normativa del tirocinio extra-curriculare più comunemente chiamato stage.

Ogni singola regione Italiana e provincia  autonoma delinea la disciplina esatta dello stage nel rispetto di quanto indicato delle Linee guida definite dalla Conferenza permanete Stato-Regioni (art. 18 L. 196/97; art. 1, c. 34, 35 e 36, L. 92/2012; Accordo Conferenza Stato-Regioni 25 maggio 2017).

Quindi per poter applicare correttamente uno stage occorre andare a vedere come è stato regolamentato in ogni singola regione.

Ci sono tuttavia delle caratteristiche essenziali comuni sul tutto il territorio nazionale.

Le parti coinvolte

Lo stage coinvolge 3 diversi soggetti:

  • i soggetti promotori;
  • il tirocinante;
  • l’azienda ospitante.

L’attivazione dello stage può essere promossa da parte dei seguenti soggetti:

  • Università o Istituti di istruzione universitaria statali e non statali abilitati al rilascio di titoli accademici;
  • Regioni e Province Autonome;
  • Provveditorati agli studi, istituzioni scolastiche statali e non statali che rilasciano titoli di studio con valore legale;
  • Enti di formazione professionale pubblici, a partecipazione pubblica od operanti in regime di convenzione con la Regione o la Provincia competente;
  • Università o Istituti di istruzione universitaria statali e non statali abilitati al rilascio di titoli accademici;
  • Provveditorati agli studi, istituzioni scolastiche statali e non statali che rilasciano titoli di studio con valore legale;
  • Enti di formazione professionale pubblici, a partecipazione pubblica od operanti in regime di convenzione con la Regione o la Provincia competente.

Il soggetto promotore è inoltre tenuto a garantire, salvo diverse disposizioni nella convenzione, la copertura assicurativa dei tirocinanti contro gli infortuni sul lavoro presso l’ I.N.A.I.L., oltre che per la responsabilità civile verso i terzi (costo variabile dai 50 € fino a 200 € a seconda della compagnia assicuratrice).

Requisiti dei tirocinanti

Per prendere parte ai progetti di stage, i tirocinanti devono trovarsi nelle seguenti condizioni, non alternative:

  • essere disoccupati, inoccupati, iscritti alle liste di mobilità o in Cassa integrazione guadagni straordinaria;
  • avere già assolto l’obbligo scolastico;
  • essere cittadini italiani
  • essere cittadini appartenenti all’ Unione europea
  • essere cittadini extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno.

Il tirocinante inoltre, non deve aver avuto un rapporto di lavoro, una collaborazione o un incarico con il medesimo soggetto ospitante negli ultimi due anni precedenti l’attivazione del tirocinio e non deve aver svolto lavoro accessorio occasionale  nei 6 mesi precedenti l’attivazione.

I requisiti dei soggetti ospitanti/datori di lavoro

Possono ospitare i tirocinanti tutti i datori di lavoro, privati o pubblici, a prescindere dal settore di attività e dalla sussistenza o meno della qualifica di imprenditore, purché siano in possesso di tutta una serie di requisiti indicati dalla legge tra i più importanti dei quali ricordiamo l’obbligo di essere in regola con la normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, di essere in regola con il versamento dei contributi (cosiddetto DURC) e di rispettare il C.C.N.L. applicato in azienda.

I soggetti ospitanti possono attivare i tirocini in relazione all’attività dell’azienda, sulla base di apposita convenzione (vedi sotto) con il soggetto promotore.

Il numero di tirocini attivabili è determinato in proporzione alle dimensioni dell’unità operativa (numero fissato dalle singole regioni e province autonome).

La legge prevede comunque le seguenti quote di contingentamento (art. 1, comma 3, Dm 25 marzo 1998, n. 142):

  • per le aziende fino a 5 dipendenti a tempo determinato o indeterminato, massimo 1 tirocinante nell’unità operativa;
  • per le aziende che hanno tra 6 e 20 dipend