La Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) integra o sostituisce la retribuzione dei lavoratori a cui è stata sospesa o ridotta l’attività lavorativa per situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all’impresa o ai dipendenti, incluse le intemperie stagionali e le situazioni temporanee di mercato.

L’istituto della CIGO è stato riformato con il D.Lgs. n. 148/2015. L’intervento della cassa integrazione guadagni ordinaria è concesso solo in determinati settori e in presenza di determinate condizioni.

Campo di applicazione della cassa integrazione guadagni ordinaria

La disciplina della cassa integrazione guadagni ordinaria trova applicazione solo alle seguenti imprese (art. 10 D.Lgs. 148/2015):

  • Imprese industriali manifatturiere, di trasporti, estrattive, di installazione di impianti, produzione e distribuzione dell’energia, acqua e gas, dell’edilizia e affini, Imprese dell’industria boschiva, forestale e del tabacco, imprese industriali per la frangitura delle olive per conto terzi;
  • Imprese artigiane dell’edilizia e affini e imprese che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei;
  • imprese produttrici di calcestruzzo preconfezionato;
  • cooperative di produzione e lavoro che svolgano attività lavorative similari a quella degli operai delle imprese industriali e cooperative agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri.

Sono invece escluse:

  • le imprese artigiane (ad esclusione del settore edile);
  • le imprese del terziario;
  • le imprese del credito, assicurazioni e dei servizi tributari;
  • le aziende dello spettacolo;
  • le aziende armatoriali, ferroviarie, tranviarie e di navigazione interna.

Lavoratori destinatari della cassa integrazione guadagni ordinaria

La prestazione di cassa integrazione guadagni ordinaria spetta a tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, compreso gli apprendisti e con esclusione dei dirigenti e dei lavoratori a domicilio.

Per poter beneficiare del trattamento di integrazione salariale, è necessario che i lavoratori per i quali viene effettuata la richiesta, possiedano un’anzianità di servizio pari ad almeno 90 giorni di effettivo lavoro.

A tale fine vanno computati come giorni di effettivo lavoro sia il sabato, in caso di articolazione dell’orario di lavoro su 5 giorni a settimana, che il riposo settimanale nonché i periodi di sospensione del lavoro derivanti da ferie, festività e infortuni o astensione obbligatoria. Tale condizione non è necessaria per le domande relative a trattamenti ordinari di integrazione salariale per eventi oggettivamente non evitabili in tutti i settori (co. 2, art. 1, D.Lgs 148/2015).

Durata massima della cassa integrazione guadagni ordinaria

Il trattamento di cassa integrazione guadagni ordinaria può durare per un periodo massimo di 24 mesi in un quinquennio mobile. Per quinquennio mobile si intende un lasso temporale pari a cinque anni, che viene calcolato a ritroso a decorrere dall’ultimo giorno di trattamento richiesto da ogni azienda per ogni singola unità produttiva, e che costituisce un periodo di osservazione nel quale verificare il numero di mesi di trattamento di integrazione salariale già concesso che, cumulato al periodo di tempo oggetto di richiesta, non deve andare a superare il limite massimo di 24 mesi.

Per le imprese industriali e artigiane dell’edilizia e affini il limite di durata massima dei trattamenti è pari a 30 mesi in un quinquennio mobile (art. 4 co. 2 D.lgs. 148/2015).

Il trattamento economico di cassa integrazione guadagni ordinaria, può essere corrisposto ai lavoratori per un periodo massimo di 13 settimane continuative, prorogabile trimestralmente fino a un massimo di 52 settimane.

L’impresa che abbia fruito dell’integrazione salariale per 52 settimane consecutive può promuovere una nuova domanda per la stessa unità produttiva per cui è stata concessa solamente quando sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di normale attività lavorativa. In caso di fruizione di periodi di CIG non consecutivi l’integrazione salariale non può superare complessivamente la durata