In attesa dell’entrata in vigore a pieno regime della “decontribuzione mamme” strutturale, rinviata al 2027, il governo ha predisposto per l’anno 2026 una misura ponte per sostenere il reddito delle madri lavoratrici.

Il Contributo Diretto da 60 Euro

Il comma 207 della Legge di Bilancio istituisce un contributo economico mensile di 60 euro, erogato direttamente dall’INPS.

Beneficiarie: La platea è molto ampia e include:

– Lavoratrici dipendenti (escluso il lavoro domestico).

– Lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, Casse Professionali).

– Madri con almeno 2 figli (secondo le logiche generali, anche se la norma specifica 2026 è transitoria e va letta in combinato con i decreti attuativi).

Requisiti di Reddito

L’accesso al bonus non è universale ma legato al reddito individuale. Spetta alle lavoratrici che hanno un reddito da lavoro (non ISEE, ma reddito proprio) non superiore a 40.000 euro annui.

Caratteristiche del Bonus

Esentasse: I 60 euro sono netti. Non sono soggetti a prelievo fiscale (IRPEF) né contributivo.

Non fa reddito ISEE: L’importo percepito non rileva ai fini del calcolo dell’ISEE, quindi non fa perdere il diritto ad altre prestazioni sociali (come l’Assegno Unico).

Erogazione Unica: Una particolarità di questa misura “ponte” è la modalità di pagamento. Le somme spettanti per i mesi da gennaio a novembre 2026 saranno erogate in un’unica soluzione a dicembre 2026. Si tratterà quindi di un “bonus di fine anno” che potrà arrivare fino a circa 660-720 euro complessivi.

Questa misura rappresenta un sostegno concreto, seppur di importo contenuto, che si affianca all’Assegno Unico Universale, rafforzando il pacchetto di aiuti alla natalità e al lavoro femminile.