L’autoimprenditorialità è una strada spesso percorsa da chi perde il lavoro involontariamente. La NASpI anticipata rappresenta in questi casi il capitale iniziale fondamentale per avviare una nuova attività. Dal 1° gennaio 2026, però, le modalità di erogazione cambiano in modo sostanziale.
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Addio all’Unica Soluzione
Fino al 2025, il lavoratore in disoccupazione che decideva di aprire una Partita IVA, sottoscrivere quote di una cooperativa o avviare una ditta individuale, poteva richiedere all’INPS la liquidazione di tutta la NASpI residua in un’unica soluzione.
La Legge di Bilancio 2026 (comma 176) modifica questo meccanismo, introducendo un’erogazione frazionata in due rate.
Il Meccanismo 70-30
La nuova procedura prevede:
1. Prima Rata (70%): Viene erogata subito dopo l’accoglimento della domanda. Consiste nel 70% dell’importo complessivo della NASpI spettante e non ancora percepita.
2. Seconda Rata (30%): Il restante 30% viene “congelato” ed erogato solo successivamente.
Quando arriva il Saldo?
Il saldo del 30% viene pagato al termine della durata teorica della prestazione NASpI originaria.
Esempio: Se un lavoratore aveva diritto a 24 mesi di NASpI e chiede l’anticipo al primo mese, riceverà subito il 70% del totale. Il restante 30% gli sarà bonificato alla scadenza del 24° mese (teorico).
La norma fissa comunque un termine massimo: il saldo deve arrivare non oltre 6 mesi dalla data di presentazione della domanda di anticipazione, se la durata residua fosse inferiore.
Perché questo cambiamento?
La ratio della norma è duplice:
– Monitoraggio: Verificare che l’attività imprenditoriale sia effettivamente avviata e mantenuta nel tempo, evitando aperture fittizie solo per incassare il sussidio.
– Prudenza finanziaria: Dilazionare l’esborso per le casse dello Stato.
Per i neo-imprenditori, questo significa dover pianificare con maggiore attenzione il cash-flow iniziale, sapendo di poter contare subito “solo” sul 70% del capitale atteso dall’ammortizzatore sociale.